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FIABA DI BELFIORE E FARFALLA LETIZIA

Autore: Saverio Martinelli (interprete di “Carismino”, maschera per i bambini del R.n.S. nazionale)

 Revisione: Elisabetta Ferri ( moglie di Saverio)

 Adattamento: Lidia Roboni

C'era una volta un piccolo fiore profumato, colorato, nato in un grande deserto. Per lui fu una grande fatica rompere la scorza di quella terra arida, resa durissima dall'assenza di acqua, ma la forza della Vita volle che lui riuscisse a romperla e così nacque ed iniziò a crescere. Per lui tutto fu difficile da subito. Il padrone del deserto, che odiava ogni forma di vita nel suo territorio, cercò tutti i modi possibili per recidere il piccolo fiore. All'inizio non fu faticoso per quell’essere crudele: il tenero fiorellino, infatti, non conosceva l'invidia del suo nemico e gli si fece amico. Fu fatale...non poté assolutamente difendersi, né imparare a farlo... Ma dalle radici un nuovo fiore prese a spuntare uguale e ancora più bello del precedente. Il Sole lo aveva voluto perché amava ogni essere vivente. Ed il fiore crebbe e divenne sempre più bello. Ma, ancora, il signore del deserto provò ogni sistema per farlo morire. Arrivavano nuvoloni minacciosi, passavano aggeggi rumorosi e pesantissimi nelle vicinanze che con le loro ruote schiacciavano ogni cosa ed il piccolo fiore ne era veramente molto spaventato. E poi quel vento soffocante del deserto…era proprio l’infernale padrone che si metteva a soffiare a più non posso! Ma dopo un po’ di tempo ogni nuvola passava e le automobili si allontanavano e così tutte le paure. Il fiore a volte era molto triste e preoccupato per il male che sentiva intorno a sé, ma allo stesso tempo cominciava sentire e gustare tutto il calore buono e l'amore del sole e sperimentava di giorno in giorno una nuova gioia sempre più grande di vivere e di esistere. Desiderava cantare, profumare, colorarsi di più e ancora di più, se possibile, e così fece. Un giorno, grazie a questo canto d'Amore, una povera farfalla, anche lei tormentata dal signore del deserto, gli si avvicinò senza rendersene conto. La farfalla cercava qualcosa di grande e di bello per sé. Sentiva dentro al cuore di dover compiere questa ricerca e aveva viaggiato a lungo per questo. Spesso veniva attirata da miraggi che subito apparivano belli e buoni. Credeva sempre di aver trovato ciò che cercava e si fermava. Ma presto i miraggi svanivano e la farfalla triste, amareggiata, ferita, delusa, capiva che si trattava solo di trappole velenose sistemate di tutto punto dal signore del deserto. La farfalla si era diretta lì perché aveva sentito un buon profumo e un melodioso canto. Spandeva un aroma dolce e tenero: era così diverso dai profumi inebrianti e forti che l’avevano rapita fino ad allora. La farfalla piano piano aveva imparato a riconoscere questi ultimi come cattivi e pericolosi. Invece di soccombere, era diventata sempre più saggia e forte e ascoltava sempre più quell’invito misterioso che l'aveva guidata a cercare qualcosa di GRANDE. Ora le sembrava addirittura di udire nel cuore la voce di quella chiamata: "SI', bella farfalla! Qui c'è qualcosa di meraviglioso per te, una grande sorpresa, un grande dono...avanti, ciò che cercavi è qui!" La farfalla era nelle vicinanze del fiore...quando lo vide, esclamò: "OOOOOH!" perché il fiore le appariva veramente bello, nobile, pieno di dignità e fierezza. Era un inno alla Vita e alla Gioia e guardava il Sole parlando a Lui con parole incomprensibili... Mentre parlava con il Sole il fiore sorrideva ed il suo sorriso diveniva sempre più luminoso e splendente, e come raggi illuminava tutto intorno a sé. La farfalla non esitò e si posò sul fiore. Lo abbracciò e accarezzò felice e gli sussurrò parole piene di gratitudine e speranza. Le sembrava di poter parlare solo quel linguaggio ad un fiore che pareva nato dall'Amore e soltanto per l'Amore. Essa iniziò a cantare ed il fiore, che fino a quel giorno aveva conosciuto solo gli insidiosi animali del deserto, serpenti e scorpioni, si domandava chi mai potesse essere quell'essere così bello e nobile, riccamente colorato, che parlava il suo stesso linguaggio. Finalmente si presentarono, ma già si erano riconosciuti e insieme si misero a lodare, a cantare al Sole e a ringraziarlo per quell'incontro così speciale. Dovete sapere che, siccome non c'era acqua nel deserto, il Sole aveva suggerito al fiore di bere il succo della Vita che scorreva, come linfa, dai suoi raggi luminosi e forti. Questo era il segreto che il fiore custodiva gelosamente nel proprio cuore e lo confidò alla farfalla. Essa, quando lo seppe, ne fu così felice che da quel momento considerò il fiore il suo più caro amico! Il fiore non aveva mai trovato qualcuno interessato ai segreti doni del suo cuore. Nel deserto aveva imparato che era molto meglio, per sopravvivere, tenerli nascosti e ora, invece, c'era qualcuno con cui condividerli: si sentì nascere nel cuore una grande gioia per aver incontrato un'AMICA così meravigliosa! Il fiore e la farfalla si vedevano tutti i giorni e passavano molto tempo insieme: piano piano nacque intorno a loro un filo di luce che li avvolgeva e di cui loro non si accorgevano. Il fiore e la farfalla si accorgevano solo della grande gioia e dolcezza che sperimentavano stando insieme. Fiorivano così nuovi canti al Sole, momenti di gioia profonda, nuovi desideri...: il fiore e la farfalla sognavano di trasformare quel deserto in un giardino! Nel deserto però questo incredibile incontro non era passato inosservato; non si faceva che parlare della farfalla, del fiore, del loro amore che, si diceva, aveva dato loro alla testa: "Quei due sono impazziti! Pensano addirittura di trasformare il deserto in un giardino! Ci mancherebbe altro!" - erano le voci che correvano tra una duna e l'altra - "Chi mai potrà fare una cosa simile!?? Sono proprio pazzi, dobbiamo fare qualcosa, e subito!". Durante una di queste discussioni qualcuno propose di organizzare una spedizione punitiva contro quella coppia scandalosamente bella e piena d’amore. Erano a dir poco indignati che sul loro territorio ostile alla Vita ci fosse qualcuno che continuamente osava parlare e vivere di Gioia! E così confabulavano sul da farsi... Ma Qualcuno più esperto di loro in fatto di combattimenti e vittorie avvertì i maligni che la forza dell'Amore era invincibile e dirompente e che la battaglia sarebbe stata molto dura, addirittura impossibile da vincere, perché quei due nutrivano un Amore davvero speciale...che non era di questo mondo. Al sentire queste parole gli abitanti del deserto ebbero (incredibile!) PAURA. Avevano terrore di essere sconfitti dalla misteriosa forza dell'Amore che essi temevano più di ogni altra cosa. Decisero così di rinunciare e si rassegnarono all'idea che qualcuno non vivesse secondo la legge che insegnava l'odio e la paura, il non rispetto, la non-amicizia, il non-amore, il non sorridere mai... Mandarono però messaggeri in ogni angolo del deserto ad avvertire e ammonire tutti quanti del grande pericolo, soprattutto perché i due venissero accuratamente EVITATI, specialmente dai bambini: bisognava assolutamente combattere il contagio della Bontà. Un giorno si seppe che dall'Amore tra la farfalla ed il fiore erano nati dei piccoli esseri che profumavano e volavano e qualcuno aveva imprudentemente osato dire: "SONO BELLISSIMI!!!!" Gli abitanti del deserto intuirono che per loro era finita! "Acci...l'Amore ha generato altro Amore, sigh! Se continuiamo così, presto dall'Amore altro Amore nascerà...come facciamo noi adesso, poveri diavoli, a vivere qui??"- si dissero infine disperati e sconsolati - "Questa terra sta diventando troppo ostile per noi, troppa Gioia, troppo Amore! Accidenti, non si respira più, tanto Bene c'è e il futuro sarà duro! Andiamocene tutti quanti a cercare un posto adatto a noi! Forza finché siamo in tempo! L'Amore cresce, contagia, ad una velocità spaventosamente spaventosa: basta un sorriso per far nascere un nuovo fiore, basta un gesto di bene per veder volare un'altra farfalla...Basta! Scappiamo!" E così organizzarono il grande esodo. Decisero di andare in cerca di una Terra dove non ci fosse che odio. Ma qualcuno di loro non fece in tempo. Prima della partenza, contagiato da un sorriso pieno di gioia, stranamente iniziò a sorridere lui pure, diventando persino più luminoso. Dopotutto il Sole amava tutte le creature indistintamente e splendeva anche per quelle più bisognose di amore che avevano fatto di tutto per non meritarselo…Questi pochi allora decisero di rimanere, anche perché erano diventati talmente belli che quasi non si riconoscevano e certamente avrebbero sfigurato con gli abitanti del deserto, rischiando subito di venire scacciati con infamia. Gli altri, quelli che evitavano persino i sorrisi e, se ne incontravano uno, si giravano subito da un'altra parte dallo schifo, partirono alla ricerca di una nuova terra puzzolente e arida, la Terra dell'Odio. Trovarono una Terra chiamata “Ferocia”, dove gli abitanti combattevano continuamente tra di loro. Quando questi videro arrivare gli abitanti del deserto, smisero di combattere tra di loro e unirono le forze per combattere i nuovi arrivati. Come andò a finire??? Indovinate! Perirono tutti quanti in breve tempo e di loro, grazie a Dio, si perse il ricordo. Oggi passando per il vecchio deserto stentereste a riconoscerlo: ci sono fiori e piante dappertutto. Le farfalle colorano l'aria e gli uccelli cantano dal mattino alla sera le loro canzoni più belle, inni al Sole e alla Vita, donati da Dio, di cui ognuno gode e si nutre, mentre, la notte, la bianca luna inonda coi suoi raggi argentati di Pace questa terra che ora, finalmente, riposa. Solo il cartello potrebbe aiutarvi a riconoscere il posto. Su di esso è scritto: <>